24 maggio 2026

Dell’area detta ex Meccanica, e di come renderla un autentico centro di vita comunitaria

Nella nota di domenica scorsa dicevamo della mancanza di un tempo città. Cominciamo dunque a parlarne. 

La questione del complesso noto come “ex Meccanica” rientra nel più generale problema del recupero degli spazi alla pubblica fruizione. L’edificio si prefigura come uno “spazio di vita” capace di produrre dinamiche relazionali. Si intende prendere in considerazione l’intero complesso e intervenire mantenendo ferma la sua evidente vocazione sociale. 

Si comincia dal parco, dall’area destinata alle attività sportive, dall’anfiteatro e dal porticato in fondo fin qui non valorizzati. Quindi si passa all’edificio e alla destinazione a cui votarlo e già fin d’ora noi immaginiamo di insediarci, tra le altre cose, la Biblioteca, e su questo torneremo. Il bar rappresenta una occasione straordinaria per un progetto di inclusione di soggetti diversamente abili, pensiamo a qualcosa di simile all’esperienza di Pizzaut, per intenderci. 

L’obiettivo è chiaro: creare la consuetudine a trovarsi con una certa ciclicità, frequentando il parco e le aree circostanti, affermando così la forte vocazione sociale del posto. Con tutte queste caratteristiche socializzanti, l’area assume i caratteri di un vano collettivo per più generazioni di cittadini, diversi per genere e per età, un’area ricca di simboli che ancora ci parlano. 

Un nostro vecchio progetto poneva la Biblioteca in questo luogo e comprendeva l’idea che una biblioteca non fosse solo uno spazio attrezzato per la lettura ma un sistema di comunicazione, finalmente costituita da spazi quantitativamente e qualitativamente adeguati, dalle attrezzature indispensabili e dal personale necessario. 

Ci sono poi le aree per i giochi all’aria aperta e per la pratica sportiva e c’è il Bocciodromo naturalmente. 

Abbiamo qualche nozione di sociologia urbana e nessuna di urbanistica, dunque ci perdonino gli esperti, corrano in nostro aiuto e ci diano una mano a ripensare gli spazi esistenti. Puntiamo infatti soprattutto sul “recupero dell’esistente”, sul risanamento conservativo e sulla riqualificazione delle aree e degli edifici, così che alla salvaguardia dell’ambiente architettonico si accompagni la “salvaguardia sociale”. 

La gente rivendica con sempre maggiore energia i propri “diritti urbanistici”, parte integrante dei diritti civili, e vuole che le aree e gli spazi urbani dismessi siano recuperati e destinati ai servizi pubblici e alle attrezzature collettive. 

Eccola dunque la ex Meccanica, per noi il luogo delle relazioni intense e serene tra i sessi e le generazioni diverse e di diversa provenienza geografica, capace di realizzare vicinanza e convivenza priva dei veleni dell’odio e della sopraffazione. 

Confessiamo una passione per la specie umana e per la vita, perciò con Zygmunt Bauman diciamo che “Occorre dare risposte sociali ai problemi individuali”.


gaf