“Il palcoscenico è uno spazio nel tempo”. Così introduce il testo di "Metti una sera a cena" Giuseppe Patroni Griffi. Ho sempre pensato a questo quando, a teatro, siedo in platea e ho di fronte un sipario chiuso.
Di lì a poco si aprirà e gli attori cominceranno a dar voce alla parola scritta, trasformandola in agente attivo e creativo dello spettacolo che si inscena. Che magia: la scena, la controscena, le luci che illuminano e definiscono la scena portante, i personaggi e le situazioni in cui transitano, i quadri scenici che si succedono e che guidano lo sguardo dello spettatore e indirizzano il fuoco della sua attenzione.
Abitare nei dintorni di Londra e chiamarsi Smith è una ragione sufficiente per mangiare cibo inglese, bere acqua inglese a un’ora tipicamente inglese battuta da una pendola inglese. Cosa sta per succedere? Lo sapranno quanti assisteranno a La cantatrice calva di Eugéne Ionesco. In una società quasi totalmente addomesticata all’idiozia mediatica, il teatro è “resistenza”. Ci tiene vivi, mantenendo desta la curiosità, l’attenzione, la voglia di capire e, quando è necessario, di cambiare.
Solo così possiamo sperare che il quotidiano non affondi nell’effimero ma si consolidi in storie e aiuti a costruire identità meglio definite.
L’identità è dunque il prodotto di una costruzione sociale. Non affidiamola alla genetica: è una strada già percorsa che ha condotto l’umanità ad Auschwitz e dintorni.
B. Avrebbe un po’ di tempo? Allora venga con me.
V. Dove?
B. Da qualche parte.
V. Ah, ma ci sono già stato.
B. Ah, si?
V. Si, si!
…
È l’inizio esilarante di “Conversazione interessante”, dai Dialoghi tratti da “Tingeltangel”, di Karl Valentin. I suoi testi di scena degli inizi del secolo scorso ancora conservano intatta la sua comicità.
È questo il teatro. E noi siamo grati a quanti lo mantengono in vita, professionisti e dilettanti che siano a calcare le tavole di un palcoscenico, seguaci di un’arte che sa rendere migliori.
gaf
Il titolo di questa nostra nota domenicale lo dobbiamo a Francesco Saverio Borrelli, Procuratore Generale di Milano e capo del pool di Mani Pulite.
Tingeltangel di Karl Valentin lo trovate, con qualche difficoltà, nelle edizioni Adelphi.