Abbiamo lo stesso avversario e non lo stesso programma politico. Vallo a spiegare a chi pratica con singolare costanza l’ingiuria nel linguaggio della politica, abusando di offese, vuote allusioni e illazioni che in questi anni ne hanno caratterizzato lo stile comunicativo. In politica il linguaggio offensivo, particolarmente seducente per alcuni, è uno dei più efficaci strumenti di delegittimazione dell’avversario, che punta a squalificare e irridere. E che naturalmente presuppone una superiorità gerarchica dell’insultante sull’insultato. Purtroppo, che lo si voglia o meno, occorre fare i conti col fatto che la competenza denigratoria necessaria noi non ce l’abbiamo. Questo però non vuol dire per forza essere disposti a gettare la spugna se chiamati in causa, e rinunciare a produrre risposte scegliendo però di agire “come parlanti competenti”.
Ecco, questo è quanto dovevamo a mo’ di sfogo, dopo aver saputo (non siamo adusi ai social) delle voci e soprattutto degli scritti, intorno alla vicenda dell’insediamento di una struttura per il “fotovoltaico” sui terreni della Bergamina. Alla politica spetta il compito di creare un clima generale di rispetto reciproco e di condivisione di valori necessari per misurarsi sulle vicende attuali, senza agitare polemiche. Un dialogo dunque, si rende necessario. Un dialogo che per affermarsi ha bisogno di un ambiente coltivato, sereno, costruito sui rapporti personali, e che invece è stato completamente sommerso da una cultura che ha altri veicoli, e che sicuramente è impossibile per noi praticare.
Vediamo boschi, prati e campagne arretrare ogni giorno davanti all’invasione di mesti condomini come il nuovo disgraziato insediamento sul Sempione sui terreni accanto al Pittarello che ha sacrificato dei bellissimi alberi. O sparire cedendo il posto ai nuovi segni del benessere come gli impianti fotovoltaici nei prati della Bergamina. Gravissimi saranno gli effetti sull’ambiente di questa cieca invasione del territorio nervianese. Questa cieca, suicida devastazione dello spazio in cui viviamo, non avverrebbe impunemente se vi fosse fra i cittadini una chiara percezione del valore delle risorse ambientali e dell’irreversibilità del loro consumo.
Il nostro sforzo nelle piazze per la raccolta delle firme “contro” l’insediamento fotovoltaico e in Consiglio Comunale è volto a vedere possibili alternative a modalità di “produzione di ricchezza” per altri e devastanti per noi. È ancora possibile indignarsi, recuperare una memoria storica necessaria che ci leghi al nostro territorio per difenderlo all’insegna della Costituzione. È questo l’impegno che ci tiene insieme, noi così diversi!
gaf




