La manovra del Governo Meloni, dopo l’approvazione della Camera dei Deputati è entrata ufficialmente in vigore.
E’ la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025.
La legge finanziaria è tra quelle più importanti dell’ordinamento perché indica quante e quali risorse finanziarie vengono raccolte dallo Stato e come e dove queste risorse vengono spese in favore di cittadini, famiglie e imprese.
Presentata in Senato ad ottobre dal Ministro Giorgetti, la manovra è stata quasi completamente stravolta dal maxi emendamento presentato dal Governo alla metà di dicembre.
Lo scopo del maxi emendamento è stato esclusivamente quello di porre fine ai litigi tra la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Ha prevalso la logica di potere della coalizione di destra rispetto agli interessi degli italiani.
Arrivata blindata al Senato e poi alla Camera, il Parlamento non ha fatto altro che ratificare quanto deciso dal Governo. Nessuno spazio è stato lasciato alle proposte emendative delle forze di opposizione e, come sempre più soventemente accade, con il ricorso al voto di fiducia chiesto dal Governo, la manovra finanziaria è diventata legge.
Il Governo rivendica di essere riuscito a “tenere in ordine i conti”, potremmo dire che “l’operazione è riuscita ma il paziente è morto”.
Si tratta in effetti di una manovra iniqua dal punto di vista sociale, inefficace e priva di una visione strategica per il futuro, questo ce lo dicono i numeri in essa contenuti.
Sul fronte delle entrate, il Governo ha aumentato di due punti percentuali per banche e assicurazioni l’IRAP ed ha raddoppiato la Tobin tax per coprire il tanto sventolato taglio di due punti percentuali dell’IRPEF, con la riduzione dell’aliquota sul secondo scaglione dal 35% al 33%.
L’effetto di tale manovra si vede bene nella seguente tabella di confronto:
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REDDITO
IMPONIBILE
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IRPEF LORDA
Aliquote 2025
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IRPEF LORDA
Aliquote 2026
|
DIFFERENZA
2026/2025
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28.000,00
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6.440,00
|
6.440,00
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0,00
|
|
29.000,00
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6.790,00
|
6.770,00
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-20,00
|
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30.000,00
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7.140,00
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7.100,00
|
-40,00
|
|
31.000,00
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7.490,00
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7.430,00
|
-60,00
|
|
32.000,00
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7.840,00
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7.760,00
|
-80,00
|
|
33.000,00
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8.190,00
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8.090,00
|
-100,00
|
|
34.000,00
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8.540,00
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8.420,00
|
-120,00
|
|
35.000,00
|
8.890,00
|
8.750,00
|
-140,00
|
|
36.000,00
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9.240,00
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9.080,00
|
-160,00
|
|
37.000,00
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9.590,00
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9.410,00
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-180,00
|
|
38.000,00
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9.940,00
|
9.740,00
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-200,00
|
|
39.000,00
|
10.290,00
|
10.070,00
|
-220,00
|
|
40.000,00
|
10.640,00
|
10.400,00
|
-240,00
|
|
41.000,00
|
10.990,00
|
10.730,00
|
-260,00
|
|
42.000,00
|
11.340,00
|
11.060,00
|
-280,00
|
|
43.000,00
|
11.690,00
|
11.390,00
|
-300,00
|
|
44.000,00
|
12.040,00
|
11.720,00
|
-320,00
|
|
45.000,00
|
12.390,00
|
12.050,00
|
-340,00
|
|
46.000,00
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12.740,00
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12.380,00
|
-360,00
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|
47.000,00
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13.090,00
|
12.710,00
|
-380,00
|
|
48.000,00
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13.440,00
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13.040,00
|
-400,00
|
|
49.000,00
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13.790,00
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13.370,00
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-420,00
|
|
50.000,00
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14.140,00
|
13.700,00
|
-440,00
|
|
200.000,00
|
78.640,00
|
78.200,00
|
-440,00
|
|
201.000,00
|
79.070,00
|
79.070,00
|
0,00
|
In sintesi il taglio dell’IRPEF avvantaggia i ricchi:
+ 440,00 euro all’anno per i dirigenti;
+ 120,00 euro all’anno per gli impiegati;
+ 20,00 euro all’anno per gli operai.
A corollario di ciò, il report di fine anno della banca d’Italia ci dice che “ 6 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi”. Per quanto sulla sanità siano state messe risorse aggiuntive, il parametro con cui, in tutto il mondo, si misura la spesa sanitaria di un paese è dato dal rapporto tra spesa sanitaria e Prodotto Interno Lordo (PIL).
I dati dell’ISTAT dimostrano che tale rapporto in Italia è del 6,2%, mentre la media europea è del 6,9%.
Oltre a ciò, il Governo ha introdotto la quinta rottamazione delle cartelle esattoriali, ovvero chi non ha pagato a suo tempo le imposte allo Stato, potrà estinguere il debito senza pagare Interessi, sanzioni, interessi di mora e aggi. In sostanza pagherà solo le imposte esattamente come il contribuente che ha pagato regolarmente. Su questo provvedimento la Corte dei Conti ha così commentato “premia l’evasione fiscale”.
La legge finanziaria ha un solo articolo ma ben oltre 900 commi, all’interno dei quali ci sono prelievi occulti come ad esempio:
- Aumento delle accise sul gasolio, circa 4/5 centesimi al litro, è una tassa invisibile che fa salire i costi dei trasporti, del trasporto pubblico locale, della logistica, con ricadute sui prezzi di tutti i beni;
- RC Auto più cara, sale del 12,5% l’aliquota sulle garanzie accessorie quali: infortuni del conducente e l’assistenza stradale. Risultato polizze più costose;
- Dal 1° luglio il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), se il dipendente interessato non si oppone entro 60 giorni, l’accantonamento andrà ai fondi pensione, togliendo da un lato liquidità alle imprese e dall’altro il salario differito del dipendente diventa finanza pubblica;
- Affitti brevi più tassati, 21% sulla prima casa, 26% sulla seconda casa, dalla terza casa bisogna aprire la partita IVA. Risultato viaggi e turismo più cari;
- Tagliato il “piano casa” a cui sono destinati solo 100 milioni. Risultato meno aiuti ai Comuni, meno case disponibili, più difficoltà per giovani e famiglie;
- Dal 1° luglio, salvo modifiche legate alla legislazione europea, nuova tassa di 2 euro su ogni spedizione extra-UE sotto il valore di 150,00 euro. Risultato la tassa la pagheranno i cittadini e non i colossi dell’e-commerce.
Infine la risposta data alle imprese per contrastare il declino industriale del nostro Paese è assolutamente inadeguata e temporanea.
ec
(photo credit web)