“L’economia rateale riesce a collocare il demente al suo posto di lotta prima che abbia messo da parte il denaro per conquistarselo. Pagando una sola rata, qualunque tristissimo prodotto uterino entra legalmente in possesso di un involucro omicida che può lanciare dove vuole, contro chi capita” (Guido Ceronetti, Difesa della Luna, Rusconi, Milano 1971).
Non c’è dubbio, lo strapotere dell’automobile e i danni che essa arreca si combattono anche sbarrando certe strade. È necessario che il cittadino goda di una mobilità non svilita da percorsi tormentati e da un traffico che lo ferma e frustra i suoi tentativi di essere parte viva della comunità. Le strade liberate devono offrire la possibilità di passeggio tranquillo, di incontro, di colloquio in un ambiente che abbia, per sua dote, un significato e un peso, che sia cioè un brano di autentica comunità.
Un altro aspetto importante della questione riguarda i parcheggi. Nei centri urbani ci si trova di fronte a un miscuglio di attività produttive che costituiscono (sempre meno) una sorta di calamita per le auto. Ci siamo fin qui mostrati assai teneri nei riguardi di automobilisti “pigri” che, nella speranza di un “posto” cercano di avvicinarsi il più possibile alla loro meta commerciale. Una tenerezza da abolire: all’interno dei “centri storici” non vanno previsti parcheggi. Questo è un provvedimento di elementare tutela del cittadino, soprattutto dove gli spazi sono calibrati a sua misura e non sull’auto. Le nuove forme di pavimentazione, di cui anche a Nerviano si comincia a parlare, invitano a seguire questa direzione, se non vogliamo vederle scomparire sotto la coltre delle auto in sosta.
Infine, una domanda: perché le auto non pagano un euro che sia uno, per tutto le attenzioni che ricevono? La risposta la troviamo guardando ai nostri vicini di Lainate, Rho e Legnano, che hanno adottato le strisce azzurre che delimitano le zone di parcheggio: la sosta si paga se scegliamo di usare l’auto per avvicinarci il più possibile alla nostra meta. Altra cosa è se siamo disposti a fare quattro passi a piedi, lasciando in periferia le auto in parcheggi gratuiti.
Il centro di Nerviano è ancora ricco di valori storici e ambientali e possiamo ancora cambiare direzione a una tradizione che ha fin qui ignorato ogni preesistenza e ogni remora culturale, deturpando le strutture in modo dissacrante e spesso irreversibile. Diventa necessario attribuire a questi problemi un valore urbanistico e non soltanto di pura e semplice tecnica viabilistica, rovesciando le tendenze che hanno creato spazi al servizio dell’automobile e ignorato il pedone. Ragioni pratiche e quasi etiche li indicano come una necessità.
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