28 dicembre 2025

Guerre e pace /3

Sarebbe il caso di leggere o di rileggere un capolavoro un po’ dimenticato, e cioè "Tempo di uccidere" di Ennio Flaiano, il romanzo che vinse la prima edizione del Premio Strega nel 1947, dove il protagonista racconta i tormenti, gli orrori, le ingiustizie perpetrate e subite dai soldati italiani trascinati in una guerra e in una conquista coloniale senza grandezza e senza onore. 

La buona letteratura porta con se questo dono prezioso che quando meno te l’aspetti ti fa capire cose apparentemente inattuali, e cioè molto inattuali quando le leggi ma che diventano illuminanti quando improvvisamente forniscono gli occhiali per comprendere le cose in profondità, nel trambusto dell’attualità, quando le questioni racchiuse nelle pagine di un romanzo diventano le prime pagine dei giornali. 

E dunque ieri, sabato 27 dicembre, la prima pagina del quotidiano "La Stampa" è toccata alla Nigeria, dove Trump ha compiuto un’altra delle sue bislacche operazioni di pace. 

Leggiamo le sue parole strampalate “Oggi abbiamo inflitto legnate perfette … avevo avvertito che l’avrei fatta pagare cara e hanno pagato carissimo … buon Natale anche ai terroristi morti …”.

Le Chiese evangeliche che in America votano Trump lo hanno convinto che lì, in Nigeria, è in atto un genocidio contro i cristiani. 

In altra parte dello stesso quotidiano leggiamo le affermazioni del Card. Paolo Lojudice, giudice della Cassazione vaticana, “Non è bombardando chi li perseguita che si difendono i cristiani, … anzi, rischia di metterli ancora più in difficoltà perché così vengono assimilati nel mondo islamico all’Occidente” e ancora “ La violenza semina altra violenza. Non possiamo abituarci a pensare che sia normale che ci sia la guerra, che i popoli non dialoghino se non con le armi e gli attentati. Dobbiamo incoraggiare ogni occasione per parlare di pace. … Serve una vera giustizia per i tanti popoli che ancora soffrono la guerra, la morte, la fame, la violenza: dalla Terra Santa all’Ucraina, al Congo e alla Nigeria e altre zone del mondo, donne e bambini e uomini attendono segni di speranza”.

Quel tempo, il tempo raccontato da Flaiano, capace di uccidere e fonte di sofferenze e di vergogna è ancora il nostro tempo dunque. È la nemesi. E allora ecco l’arma in più delle buone letture, che sono come un arsenale di attrezzi per orientarsi con maggiore conoscenza e soprattutto, con maggiore sensibilità e sottigliezza, con empatia, come si dice oggi. 

Ma ci raccontano i giornali americani che i testi letti da Trump non vanno oltre le poche righe. Figuriamoci mettergli in mano un libro.


gaf

25 dicembre 2025

Buon Natale

 "A Natale, sotto l' agrifoglio e intorno al fuoco trovi riparo ciò che è stato e ciò che non è mai stato, rimanga viva la speranza di ciò che potrà ancora essere. Siano escluse la scortesia e l' ingiuria, ma teneramente vengano accolti i ricordi." 

Charles Dickens 

21 dicembre 2025

Guerre e pace /2

La via del ritorno è un libro di Erich Maria Remarque: che potenza di scrittura e quanta amarezza nel ricordare. Il ritorno a casa dopo la guerra, gli occhi pieni di morte e il cuore gonfio di delusione, la tristezza per l’inganno del patriottismo. E poi, la realtà della trincea, il fango, i gas velenosi, i lanciafiamme. 

L’assurdità della guerra, le pance aperte, le viscere sul terreno, giovani contro giovani; uccidere il nemico che non conosci e che in altre occasioni sarebbe stato un compagno di bevute. 

Mamma mia quanto si beve in questo romanzo, c’è da ubriacarsi solo a sfogliarne le pagine.

“… il vento forte strappava i rami dagli alberi, i rami più deboli, che cadevano lasciando il posto ai rami più forti, regalando nuovo vigore alla pianta ... non così la guerra, che uccide senza scegliere … soltanto la natura incolpevole può permettersi quelle guerre di pulizia”. 

Ci sentiamo molto vicini a Remarque, così come a Lussu, a Malaparte, a Fenoglio, a Primo Levi e a tutti quelli che hanno attraversato una guerra e l’hanno raccontata. Pare di sentirli mentre raccontano, di sentire l’odore stantio delle divise, il puzzo di sudore della paura trasformata in coraggio, il fetore della morte.

Sembra di vederli quei soldati, la luce viva dei loro occhi. Sparare e uccidere, lasciando sul terreno ragazzi di vent’anni dall’una e dall’altra parte. 

È questa la guerra e lo ricordiamo a chi sembra averlo dimenticato. 

“Chi si ricorderà di noi ? Ma non ce ne importa niente di essere ricordati, ci basta aver fatto qualcosa per questo paese di ladri, che era finito nelle mani di figli di puttana assassini e sanguinari … Ci basta la certezza di essere stati dalla parte giusta della Storia”. 

Parole che ricordiamo di aver sentito da un vecchio Partigiano in occasione di una manifestazione del 25 aprile di qualche anno fa. 

Ma scrolliamoci di dosso la tristezza che ci ha accompagnato fin qui e chiudiamo questa nota con un tono un po’ più leggero. Ricordate la “Guerra lampo dei Fratelli Marx”? Un vecchio film dove si raccontano le funamboliche, surreali fumisterie verbali e sceniche di Rufus T. Firefly, i cui metodi hanno l’arroganza del dittatore e la follia dell’anarchico. Salito al potere Firefly mette scompiglio nel governo, promuove leggi bizzarre e arriva a far scoppiare una guerra col vicino stato di Sylvania. 

Firefly è interpretato dallo strabiliante Groucho Marx che oggi ha trovato un emulo in un tale che cerca di superarlo in quanto a interpretazione. 

Solo che stavolta non siamo in un film.


gaf

07 dicembre 2025

Guerre e pace

Franco Fornari, nel libro Psicoanalisi della guerra (*), sostiene che la guerra derivi da un certo numero di motivazioni soggettive inconsapevoli, che gli individui trasferiscono al gruppo, alla collettività, sotto forma di giustificazioni ideologiche, religiose o economiche. 

L’uomo porta dentro di sé impulsi distruttivi contro gli oggetti del proprio amore.

Amando e, nello stesso tempo, desiderando inconsapevolmente di uccidere gli oggetti del proprio amore, egli è preso da paura, senso di colpa e rimorso. A causa di questa ambivalenza, ogni uomo sarebbe indotto in una condizione di malinconia depressiva, se non riuscisse il più delle volte a convogliare quei contrastanti sentimenti in una elaborazione psicologica deviata, trasferendo su altri la colpa e la vergogna delle tendenze distruttive e delle immaginarie uccisioni. Il gruppo, o la società, riceve e accetta dunque la nostra “elaborazione paranoide della morte”, separandola dalle sue reali motivazioni. Lo Stato, in nome della società, diviene l’imprenditore monopolista della violenza privata dei cittadini. Così nasce e si sviluppa, concatenandosi a cause storiche contingenti, la guerra, cioè quell’atto criminale immaginato individualmente e commesso collettivamente. 

Ma la guerra non ha risolto mai nulla in modo definitivo. 

Inoltre oggi, nell’era atomica, la potenza distruttiva è diventata tale da escludere che ci siano vincitori e vinti. Se la guerra convenzionale ha in ogni tempo rappresentato una costosa terapia delirante, momentaneamente funzionale, ma non risolutiva, la guerra atomica non riuscirebbe ad adempiere più neanche a questa funzione. 

Facile richiamare le figure storiche per le quali questa analisi fu anche pensata: Hitler e Mussolini. Ma non vi viene da individuare, oggi in Putin e Trump, le figure altrettanto meritevoli di queste parole? (Tralasciamo Netanyahu, per il quale le motivazioni sono più “terra terra” come si suole dire).

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in questi giorni ha richiamato alla “pace disarmata e disarmante”. Sulle orme del Papa, Zuppi invita a “impegnarsi ciascuno, a livello personale e di comunità, per essere artigiani di pace, tessitori di unione in ogni contesto, pacifici nelle parole pure sul web e nel comportamento”. Torneremo sul documento della Cei la settimana prossima.

Siamo consapevoli dello sforzo di attenzione che richiedono alcuni riferimenti ai temi tipici della psicoanalisi. Ma siamo convinti che l’idea che la conoscenza si possa ridurre a un post generi solo ignoranza. Confidiamo dunque nelle parole quanto mai attuali di quel tale che invitava al “pessimismo dell’intelligenza e all’ottimismo della volontà”.

gaf


(*) Franco Fornari, Psicoanalisi della guerra, Feltrinelli Ed., Milano 1966.

30 novembre 2025

Educazione alla pace

 


Tempi i nostri ricchi di contraddizioni che ci scoppiano sulla pelle e coinvolgono destini umani, vite, intere popolazioni. 

La violenza è all’ordine del giorno. 

E la pace? 

Difficile parlarne quando gli altri sono diventati i cattivi, i nemici, solo perché diversi da noi. Contro costoro, considerati estranei alla comunità, è più ammissibile, anzi sembra del tutto doveroso, scaricare la propria aggressività punitiva. 

Che fare? Direbbe quel tale. 

Una possibilità consiste nella scelta deliberata dell’esercizio della non violenza, che è un modo eroico e per alcuni generosamente religioso di comportarsi in un mondo così pieno di violenza. Questa posizione, che mantiene viva la capacità di indignarsi e di rifiutarsi a ragioni contrarie alla propria coscienza, è quella stessa sostenuta dai grandi padri del pacifismo, da Gandhi al don Milani dell’Obbedienza non è una virtù, oltreché da altri. E noi pensiamo che tali posizioni siano giuste. Tuttavia dobbiamo riconoscere anche che esse richiedono l’esercizio di “virtù eroiche”, le quali sono tali proprio in quanto vengono assunte dai pochi che vanno controcorrente. 

Ora, quale capacità di tenuta contro i pericoli di guerra e di violenza possiamo attribuire al movimento che si dirama dai pochi virtuosi? 

Essi sono il perno attorno al quale possiamo distinguere gli zelanti emuli, gli estimatori e gli inerti (inetti?), che solo una generosa spinta morale potrebbe smuovere verso una direzione giusta per la pace. 

Il problema così come è non appare risolvibile del tutto in modo educativo. 

La scuola sembra non bastare. L’educazione alla tolleranza e alla pace necessita di molte più cose che non di semplici soluzioni intellettuali, del tipo l’ora settimanale di Educazione civica. 

La famiglia allora, se i genitori si impegnassero con l’esempio. I ragazzi fanno le stesse cose che vedono fare agli adulti loro vicini, non quelle che questi dicono loro di fare. I ragazzi sono portati a imitarne gli atteggiamenti e i comportamenti, che si radicano in essi molto prima dell’entrata a scuola, e la successiva strutturazione del carattere cresce attorno a queste “armature” di base. 

“Ma chiunque, attraverso la propria ulteriore esperienza, potrà acquisire la comprensione di nuovi ideali, se nel profondo del suo essere amerà il mondo, se sentirà che il mondo circostante lo ama, e se crederà nei poteri della sua propria intelligenza”(*). 

Tutto questo comporta un grande sforzo di volontà e una saggezza maggiore di quella fin qui dimostrata da noi adulti. 

In questo senso, ogni applicazione pedagogica non può che avere una corrispondenza in una riforma della società che gradualmente riduca le differenze sociali, rendendo tutti uguali nel potenziale esercizio della responsabilità etica.


gaf

*Cronbach Lee, Education Psychology, Harcourt, Bruce, New York.

23 novembre 2025

La Salute prima di tutto

 



Una ultima riflessione sul cosiddetto quartiere GESCAL /3

Esistono luoghi di frizione sociale, spesso a un passo da noi, come il quartiere GESCAL. Sono a un passo, proprio a un passo da noi, ma sembra che gli unici rapporti che hanno con noi passano attraverso le istituzioni e sono quelli di tamponamento: assistenti sociali, preti, poliziotti. E poi ci sono loro, i ragazzi, i figli della prima immigrazione, che cercano di stare nelle regole, che vanno a scuola, cercano un posto di lavoro, un’opportunità. Evitiamo che si sentano esclusi, lavoriamo perché “restino tra noi”; costruiamo dunque, prima che tutto venga distrutto. I loro genitori, del resto, sono venuti qui per restare. 

Ritorniamo alla frase di F. Ferrarotti con cui abbiamo chiuso la nota della settimana scorsa: “Una vita è una prassi, che si appropria delle strutture sociali, le interiorizza e le trasforma in strutture psicologiche”. L’autore vuole dirci che lo stigma della diversità viene interiorizzato e allora ci si può convincere che si è “inferiori e arretrati” perché lo si legge negli occhi di chi ci guarda. La coscienza di essere disprezzati, sfruttati, utilizzati per i lavori più pesanti, faticosi e pericolosi, discriminati nei propri valori sociali e morali, serve a ribadire la realtà di una contrapposizione noi-loro mai risolta, di una diversità mai superata. Loro, gli “altri”, sarebbero i cattivi, i nemici. Contro costoro, considerati estranei alla comunità, è più ammissibile, anzi sembra del tutto doveroso scaricare la propria aggressività. In più questi “immigrati di seconda generazione” (lo sentite l’intimo razzismo di questa definizione?) non hanno quasi mai la cittadinanza italiana, spesso non hanno un lavoro regolare, non votano, non hanno un peso politico, non contano niente. E tutto questo a un passo da dove tutto sembra a portata di mano: quanto deve essere frustrante. Da qui l’atteggiamento difensivo (o offensivo) di chi vede minacciata la propria identità culturale, il proprio Io sociale. Così il punto di riferimento primario continua ad essere il paese che si è lascato, e il microcosmo quotidiano finisce per occupare per intero il vissuto di questa gente. A questo punto tirare le somme può essere estremamente rischioso. La realtà testimonia una subalternità sofferta e, per molti versi, ancora non risolta. 

Ci abbiamo provato a fare una riflessione, a guardare dentro a pezzi del paese lasciati andare alla deriva e ci colpisce l’assordante silenzio intorno alla loro condizione. È forse possibile tuttavia, la formulazione di una speranza, da considerare a tutti gli effetti come un appuntamento dato allo sviluppo urbano futuro.


gaf

16 novembre 2025

Una riflessione sul quartiere GESCAL /2


Eccoci al tentativo di individuare delle variabili con cui ridisegnare un quartiere moderno. 

Alcune di queste variabili sono: 

1) la possibilità di scelta e di decisione, 

2) la possibilità di contatti sociali,

3) la quiete dell’ambiente di vita, 

4) la possibilità di identificarsi con la comunità, 

5) la possibilità di

un’attiva partecipazione sociale, 

6) la capacità di mutamento, la flessibilità, 

7) la continuità e la tradizione. 

Ognuna di queste variabili viene posta in relazione con la struttura della città.

Naturalmente dobbiamo limitarci a razionalizzare l’esistente, puntando su interventi che dovrebbero mirare a realizzare una vita sociale dignitosa attraverso una utilizzazione dello spazio conforme ai bisogni sociali. 

Sul piano dell’analisi dei bisogni, risulta evidente l’incidenza della struttura del quartiere. 

Il modello che da sempre ci ispira è quello della “partecipazione sociale”, in un’area e in un insediamento urbano marginale. 

Lo sforzo dovrà dunque essere quello di individuare delle possibili forme di intervento per fronteggiare i problemi più evidenti dei quartieri “dormitorio” ispirati, come detto, dalla scuola della partecipazione sociale. 

Per cominciare ci sembra importante conoscere come i giovani si relazionino alla cultura d’origine: 

1) quanto sia profondo il loro tradizionalismo, quanto cioè sia stato ereditato acriticamente dalla cultura di appartenenza e quanto esso sia stato interiorizzato; 

2) se tra i loro valori figuri l’impegno civile, se accettino e apprezzino i mutamenti del ruolo delle donne, infine quali siano i loro orientamenti di valore e in quali campi. 

La sensazione è che negli gli abitanti del quartiere, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, prevalga la volontà di appartenere al mondo occidentale ed una coscienza intrisa di europeismo. 

Il che ci sembra un ottimo punto di partenza e per avvalorare questa opinione andiamo a prendere conforto da un grande maestro: “Una vita è una prassi, che si appropria delle strutture sociali, le interiorizza e le trasforma in strutture psicologiche … Ogni vita … si rivela … come sintesi verticale di una storia sociale. Ogni comportamento o atto individuale appare, nelle sue forme più uniche, sintesi orizzontale di una struttura sociale” (*). 

Fanno ancora riflettere queste parole, che valgono per gli abitanti del quartiere GESCAL come per i palestinesi di Gaza.

(*) F. Ferrarotti, Storia e storie di vita, Bari, Laterza, 1981.

La nostra ricognizione del Quartiere GESCAL continua. 

Alla prossima nota dunque, contando sull’interesse dei nostri sette lettori verso ipotesi che consideriamo a tutti gli effetti come appuntamenti dati allo sviluppo urbano futuro.


gaf

09 novembre 2025

Una riflessione sul cosiddetto Quartiere GESCAL




Questo “quartiere popolare” bene rappresenta le forme di rifiuto con cui la politica ha da sempre organizzato i processi di urbanizzazione. Sono forme di rifiuto che hanno contribuito in maniera determinante a sistemare una gerarchia sociale nell’uso dei suoli urbani. E sono forme di rifiuto attraverso le quali si organizza e si distribuisce la popolazione spazialmente in funzione dei redditi, delle somiglianze e delle affinità sociali. La città si struttura spontaneamente in aree ognuna coi propri modi di vita, i propri modelli culturali e le proprie abitudini, producendo anche luoghi dove è facile trovare situazioni di disgregazione sociale in cui disoccupazione, sottoccupazione, occupazione precaria e disadattamento costringono le persone a puntare sull’espediente come mezzo di sussistenza. Il risultato è l’isolamento etnico e sociale, unito a solitudine, incomprensione e paura. La città come unità sociale e culturale, come reale “bene comune” scompare, realizzando il distacco dalle iniziative di cooperazione e di interesse collettivo e l’aumento incontrollato della asocialità, del vandalismo oltre che dell’aggressività verso l’ambiente e le persone. 

C’è un habitat collettivo. 

Manca una vita collettiva. 

Queste forme di rifiuto producono aree di emarginazione involontaria, zone periferiche dove il centro appare lontano e negato, caratterizzate dalla carenza dei servizi elementari per qualsiasi comunità civile. Infine, cosa ancor più grave, sono forme di rifiuto che non daranno luogo all’integrazione del tessuto sociale ma, al contrario, a fenomeni di discriminazione e di esclusione. 

La periferia vive così di una sua vita clandestina, dove non arriva nulla in termini di servizi essenziali e di svago – realizzando uno spazio impermeabile. 

Il ghetto.


gaf


Questa, in una sintesi certamente non esaustiva, l’analisi. 

Rimandiamo al prossimo appuntamento il tentativo di individuare delle variabili con cui ridisegnare il quartiere GESCAL.

05 novembre 2025

Scuola media di Nerviano: si rischia di sprecare un'occasione


Nerviano, 5 novembre 2025 - 𝗦𝘂𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗡𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 per ripensare il futuro scolastico della comunità.


Ne è convinto il 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼, che, in attesa che l’Amministrazione Comunale informi i cittadini sul progetto selezionato tra le ipotesi presentate nell’ultima riunione, il 30 ottobre scorso, del tavolo tecnico sulla scuola, vuole porre l’attenzione sui 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 che dovrebbero ispirare questa scelta.

Avere una scuola secondaria sicura e rinnovata nella struttura è un criterio imprescindibile, ma riteniamo che non debba essere l’unico. L’emergenza che ha portato alla chiusura della scuola e all’urgenza di questo intervento strutturale dovrebbe anche farci riflettere su questa imprevista opportunità: poter 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶.

Le ipotesi di ristrutturazione e/o di rifacimento dei diversi corpi dell’edificio, infatti, restituiranno una scuola certo più sicura e adeguata dal punto di vista strutturale, ma sostanzialmente identica a quella concepita negli anni ’50 del secolo scorso, e ampliata poi nei due decenni successivi, che rispondeva a esigenze didattiche e formative del tutto diverse da quelle attuali. 𝗟𝗮 “𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮” 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲, 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗶à “𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮”, se il progetto non terrà conto di 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗿𝘂𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶: 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼, che, come sappiamo, incide in modo significativo da diversi anni anche sulla popolazione scolastica nervianese.

La sindaca Colombo ha scritto, nell’editoriale dell’ultimo numero del periodico comunale NervianoInforma, che «questa è l’occasione per costruire, insieme, una scuola che guardi avanti, che cresca con i nostri bambini (…). Una scuola che non nasce solo da un’urgenza ma da una scelta di cura e da una visione per il futuro di tutta la comunità». 𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 “𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶” 𝘂𝗻 𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗼 𝗿𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗹𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟳𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗳𝗮 e quale sia la “visione per il futuro” di un progetto che non tiene conto di come potrà trasformarsi il mondo scolastico nervianese nei prossimi anni, ovvero per quando la scuola di via Diaz sarà di nuovo agibile.

«𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗶𝗼𝗽𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 - 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝗻𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗔𝗹𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶, consiglieri comunali PD. - Costi e tempi di realizzazione sono tali da rendere preferibile la completa ricostruzione e il bilancio comunale è in grado di affrontare la maggior spesa. Questa sì sarebbe un'occasione per Nerviano, che anziché la risistemazione di una scuola superata nella sua concezione didattica vedrebbe una scuola nuova, con la possibilità di adeguare gli spazi alle esigenze didattiche e di prevedere una flessibilità in relazione ai livelli demografici, alla cui decrescita non vogliamo arrenderci».

Ricordiamo tutti l’enfasi che l’Amministrazione Comunale ha messo, all’inizio del suo mandato, sul progetto Campus, che intendeva realizzare un unico nuovo edificio scolastico al posto delle due strutture attuali di via Roma e via Diaz. Abbiamo ora la necessità di ricostruire una di queste due scuole, con l’opportunità di farlo pensando veramente al futuro. 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶, perché questo progetto non diventi un’altra occasione sprecata per la Nerviano dei prossimi anni. 

11 ottobre 2025

Fiaccolata per Gaza, grazie Nerviano!

Ieri sera è stato qualcosa di speciale!  

Grazie alle associazioni organizzatrici della fiaccolata, a tutti i 300 e oltre partecipanti, a chi è intervenuto alla fine del corteo.

Un grazie speciale al nostro Paolo Romano, Consigliere regionale PD, era sull'imbarcazione Karma della Global Sumud Flotilla e con il suo racconto e le sue riflessioni ha sicuramente emozionato e commosso ognuno di noi. 

Oggi, di fronte al GENOCIDIO della popolazione Palestinese di Gaza perpetrato dall’esercito Israeliano, proviamo tutti un senso di sgomento e di orrore. Ma come si è giunti a questa drammatica situazione? Il feroce pogrom del 7 ottobre 2023, attuato da Hamas, gruppo terroristico Palestinese egemone nella Striscia di Gaza finanziato dal Qatar con l’assenso dello stesso Netanyahu per diversi anni, aveva come scopo sia quello di colpire al cuore Israele sia quello di porsi come gruppo leader all’interno del popolo Palestinese in contrapposizione alla ANP anche a rischio di mettere in pericolo l’esistenza di questo stesso popolo. La risposta di Israele è stata quella di COLPIRE UN INTERO POPOLO compresi donne, bambini ed anziani, utilizzando anche la fame come arma di guerra. Questa scelta criminale del governo Netanyahu egemonizzato dall’estrema destra messianica che vuole costruire LA GRANDE ISRAELE va collegata all’azione dei COLONI ISRAELIANI, sostenuti dal governo, contro la popolazione Palestinese della Cisgiordania attraverso l’insediamento di nuove colonie e la costruzione di una società basata sull’apartheid, ovvero la costruzione di un regime di SEGREGAZIONE basato sulla supremazia degli Israeliani sui Palestinesi. Al genocidio ed all’apartheid si deve poi aggiungere la PULIZIA ETNICA attuata dal governo Netanyahu nella Striscia di Gaza finalizzata ALL’ESODO FORZATO dei Palestinesi dalla loro terra. Di fronte a tutto questo la comunità internazionale, gli stati democratici e tutte le persone che mantengono un senso di umanità devono FERMARE TUTTO QUESTO ORRORE: costringendo Hamas al rilascio degli ostaggi, imponendo una tregua per avviare un percorso che porti ad una PACE DURATURA basata sulla formula DUE POPOLI DUE STATI.






04 ottobre 2025

Sabato 4 ottobre in piazza della Vittoria a Nerviano per il presidio a sostegno della Palestina




                                                       

                                                  



  
     Prossimo appuntamento10 ottobre

                                                                                                            


                                                                                                                                                

27 agosto 2025

Tavolo permanente sulla scuola

 

Nerviano, 27 agosto 2025   ̶   È necessario e urgente riunire il Tavolo permanente sulla scuola, per affrontare le questioni relative al nuovo anno scolastico. È quanto sostiene la capogruppo consiliare del Partito Democratico di Nerviano, Antonella Forloni, nella richiesta inviata alla sindaca Daniela Colombo il 27 agosto. Il Tavolo permanente era stato costituito a seguito della chiusura precauzionale della scuola secondaria di via Diaz, decisa lo scorso 30 aprile, e finora si è riunito una sola volta, il 5 giugno scorso.

 

«A distanza ormai di mesi dalla prima convocazione   ̶    scrive Forloni   ̶   ritengo necessario che il Tavolo permanente si riunisca. Oltre a fare il punto sulla organizzazione del trasporto ai diversi plessi - in vista dell'ormai imminente inizio dell'anno scolastico - è urgente affrontare insieme ai tecnici incaricati il tema della ristrutturazione della scuola di via Diaz.

Un ulteriore punto che deve essere affrontato è quello dell'utilizzo dell’ex scuola di via dei Boschi, possibilità che ci viene chiesto di rivalutare anche da parte dei genitori».

 

La riattivazione temporanea del plesso di via dei Boschi è infatti la principale richiesta che il Comitato Genitori di Sant’Ilario ha formulato in una lettera inviata il 20 agosto scorso all’Amministrazione Comunale, ai consiglieri comunali e alla dirigente scolastica.

Queste proposte, sottolinea Antonella Forloni nella sua risposta alla lettera del Comitato Genitori di Sant’Ilario, coincidono con quanto la stessa capogruppo PD ha espresso nell’ultimo consiglio comunale.

 

«L’utilizzo di via dei Boschi   ̶   scrive Forloni ai genitori   ̶   consentirebbe di superare il problema degli spostamenti e dei relativi costi e di aspettare con maggior serenità la riapertura della scuola di via Diaz.

Siamo convinti che da parte di Sindaca e Giunta sia stata troppo affrettato l'abbandono dell'idea di riqualificare via dei Boschi a fronte della valutazione negativa espressa dal dirigente scolastico pro tempore, peraltro - come abbiamo appreso solo in seguito - senza il coinvolgimento del Consiglio d'Istituto.

È una soluzione che va ripresa: sia perché garantirebbe maggiormente il percorso didattico educativo, sia perché consentirebbe il risparmio di oltre 150.000 euro di spesa corrente. La riqualificazione, un investimento quindi, consegnerebbe alla collettività un edificio da destinare, dopo il temporaneo utilizzo per l'accoglimento di 10 classi, a spazio per le associazioni, per laboratori... e di spazi pubblici ne abbiamo un gran bisogno.

Va sottolineato   ̶   aggiunge Antonella Forloni   ̶   che riqualificare il plesso di via dei Boschi significherebbe, come da voi osservato, che la difficoltosa e onerosa dislocazione delle bambine e dei bambini della primaria possa essere limitata all’anno scolastico 2025/26».

 

30 luglio 2025

Centro di ricerca Nerviano Medical Sciences - NMS

Ecco il testo dell’interrogazione presentata dai nostri parlamentari Silvia Roggiani, Gianni Cuperlo, Matteo Mauri, Vinicio Peluffo e altri parlamentari del Partito Democratico.


Al Ministro dell’università e della ricerca 
Al Ministro della Salute  

Per sapere – premesso che:

il centro di ricerca Nerviano Medical Sciences (NMS), con sede in Lombardia, rappresenta l’unico polo in Italia interamente dedicato alla ricerca oncologica, in grado di gestire internamente tutta la filiera dello sviluppo di farmaci, dalla chimica alla biologia fino alla produzione;

negli ultimi anni il controllo del centro è passato alla holding PAG – SARI (Shanghai Advanced Research Institute), legata a un fondo cinese che ha progressivamente acquisito il 100% delle quote, rilevando anche il restante 10% inizialmente detenuto dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica riconducibile a Regione Lombardia;

nei giorni scorsi il fondo proprietario ha comunicato l’intenzione di cessare le attività di ricerca e di avviare una procedura di licenziamento collettivo a partire da settembre 2025, che coinvolgerebbe oltre 100 ricercatori altamente qualificati;

tale decisione ha suscitato l’immediata reazione dei sindacati (Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL) e delle RSU aziendali, che hanno dichiarato lo stato di agitazione denunciando il rischio di smantellamento di un presidio scientifico strategico per la salute pubblica e per il sistema della ricerca nazionale;

la chiusura del centro comporterebbe una perdita gravissima di competenze, infrastrutture e potenziale innovativo, compromettendo anche la possibilità dell’Italia di restare autonoma nello sviluppo di nuove terapie oncologiche :-

quali iniziative urgenti i ministri intendano adottare per tutelare i lavoratori coinvolti, evitare la chiusura delle attività di ricerca e salvaguardare un polo scientifico strategico per il sistema sanitario e industriale del Paese; se il Governo non ritenga opportuno valutare il carattere strategico nazionale del centro di Nerviano, anche al fine di attivare strumenti pubblici di tutela e rilancio dell’attività di ricerca biomedica, in coordinamento con le autorità regionali.



10 luglio 2025

Riorganizzazione scuole a Nerviano

 

il PD chiede trasporto e pre/post scuola gratuiti e un cronoprogramma

per la ristrutturazione della media di via Diaz

 

Nerviano, 10 luglio 2025 – Garantire servizi di trasporto e di pre/post scuola gratuiti e definire al più presto il cronoprogramma che assicuri la ristrutturazione della scuola secondaria nei tempi previsti. Queste le richieste avanzate dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico all’Amministrazione Comunale, in occasione dell’incontro di venerdì 4 luglio chiesto alla sindaca Colombo dal comitato genitori della primaria di via Roma.

«L'incontro è stato sicuramente utile   ̶   sottolinea Antonella Forloni, capogruppo consiliare PD e unica consigliere comunale di minoranza presente   ̶   perché ha consentito di affrontare i diversi aspetti legati alla complessa situazione in un clima di confronto, che era invece mancato nell'assemblea pubblica del 30 giugno scorso. La sindaca e l'assessora Redepaolini hanno finalmente dato alcune delle risposte che i genitori si aspettavano e i genitori, a loro volta, hanno potuto mettere in evidenza le difficoltà delle famiglie i cui figli saranno suddivisi tra i plessi di via Di Vittorio (le classi seconde) e S. Ilario (le altre classi)».

 

Per risolvere questa criticità, i genitori hanno proposto di incrementare i servizi di pre e post scuola in via Di Vittorio. «Ho sottolineato la necessità   ̶   prosegue Forloni   ̶   che il pre/post scuola sia gratuito per gli alunni di seconda, così come il trasporto per gli altri alunni che dovranno spostarsi a S. Ilario. Sulla gratuità di questi servizi le risposte di sindaca e assessora sono rimaste vaghe, anche perché non è ancora stato affrontato il vero nodo: il numero degli utenti.

 

C'è evidentemente un ritardo nell'organizzazione che influisce sul clima d'incertezza riguardo a un anno scolastico che si presenta particolarmente difficile. Per questa ragione il Gruppo Consiliare PD ha chiesto la tempestiva convocazione del Tavolo Permanente sulla scuola che dovrà affrontare, oltre a questi temi, quello del progetto di ristrutturazione della scuola secondaria di via Diaz, dal finanziamento ai tempi per l'indizione della gara e per l'esecuzione dei lavori. Vogliamo che si arrivi al più presto a definire un cronoprogramma che garantisca di rimanere nei tempi (due anni scolastici) promessi dall'Amministrazione».

01 luglio 2025

Trasporto gratuito per gli alunni delle primarie che dovranno cambiare sede


Nerviano, 1° luglio 2025 - «L’Amministrazione Comunale deve assicurare il trasporto pubblico gratuito per gli alunni delle scuole primarie che da settembre dovranno spostarsi in un altro plesso scolastico».

È quanto chiede il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Nerviano, all’indomani dell’assemblea pubblica del 30 giugno, convocata dall’Amministrazione per presentare la soluzione scelta per la riorganizzazione delle scuole nervianesi a seguito della chiusura della secondaria di via Diaz. Lo svolgimento dell’assemblea ha messo in evidenza l’inadeguatezza delle risposte date alle famiglie, preoccupate dalle oggettive difficoltà logistiche per raggiungere le nuove sedi e dai costi che dovranno sostenere per il trasporto pubblico.

I genitori hanno ricevuto risposte vaghe sui criteri di scelta della soluzione adottata e sui dettagli operativi, come gli orari scolastici da ridefinire, la disponibilità di scuolabus per tutti i plessi della primaria, le criticità legate alla viabilità e alla carenza di parcheggi per le sedi di S. Ilario e di Garbatola; si è insistito su due punti  ̶  l’impossibilità di adottare altre soluzioni e la mancanza di ulteriori informazioni per la parte organizzativa  ̶   rinviando le risposte tuttora mancanti a future “circolari”. Prendiamo atto di quanto dichiarato dalla dirigente scolastica riguardo alle scelte compiute prima del suo rientro e al fatto che la didattica dovrà essere riorganizzata di conseguenza.

Alle famiglie degli alunni sono state chieste “comprensione” ed “empatia” che però sono state scarsamente dimostrate dall’Amministrazione Comunale e dai funzionari comunali presenti nei confronti dei genitori intervenuti durante l’assemblea. In particolare, siamo rimasti spiacevolmente stupiti da alcuni interventi del Comandante della Polizia Locale, che ha mosso critiche del tutto fuori luogo ai genitori stessi, oltretutto alzando la voce.

«Riteniamo doveroso   ̶   sottolinea il Gruppo Consiliare del Partito Democratico   ̶   dare risposte concrete e tempestive alle richieste delle famiglie coinvolte in questa riorganizzazione scolastica.  Chiediamo quindi che la Giunta Colombo si attivi immediatamente per garantire a tutti gli alunni interessati dagli spostamenti (primarie di via Roma e di S. Ilario) la disponibilità e la gratuità del trasporto pubblico verso tutti i plessi (S. Ilario, Garbatola e via Di Vittorio), ricercando da subito i fornitori idonei e individuando al più presto le risorse necessarie».

07 maggio 2025

Assemblea pubblica sulla chiusura precauzionale della scuola secondaria

 

7 maggio 2025 - Nell’assemblea pubblica di ieri sera l’Amministrazione Comunale ha fornito le informazioni sui motivi che hanno portato alla chiusura precauzionale della scuola media di via Diaz e i dettagli sullo svolgimento dell’ultima parte dell’anno scolastico in corso, come la dislocazione delle classi e le modifiche al trasporto pubblico per gli alunni.

Condividiamo tuttavia la preoccupazione dei molti genitori presenti ieri sera sull’avvio del prossimo anno scolastico, che, nell’ipotesi di tempi lunghi per la messa in sicurezza della scuola media, richiede di trovare una soluzione idonea e disponibile fin da settembre, per dare stabilità a studentesse, studenti e docenti. In attesa delle informazioni aggiornate da parte dell’amministrazione sulle possibilità di utilizzo degli edifici scolastici esistenti, sottolineiamo un’indicazione emersa da molti genitori durante l’assemblea, ovvero la possibilità di spostare una parte delle classi nelle aule disponibili nel plesso di Garbatola, che potrebbero utilmente integrare quelle dell’ex scuola primaria di via dei Boschi, una delle ipotesi che l’Amministrazione sta valutando come soluzione.

Entro la fine dell’attuale anno scolastico ci attendiamo dunque, come anticipato ieri sera dalla sindaca Colombo, che l’Amministrazione aggiorni le famiglie e la cittadinanza sia sulle ulteriori verifiche tecniche in corso sull’edificio di via Diaz, sia sulle nuove sedi che intende proporre alla dirigenza scolastica per le classi medie a partire da settembre 2025.

Da parte nostra, una prima occasione di confronto con l’Amministrazione su questo tema sarà il prossimo Consiglio Comunale, nel quale sarà discussa l’interpellanza già presentata dal gruppo consiliare PD per la seduta precedente.

02 maggio 2025

Chiusura precauzionale della scuola secondaria di primo grado

 

Nerviano, 2 maggio 2025 - Il Partito Democratico di Nerviano ha appreso con preoccupazione la notizia dei seri problemi strutturali della scuola secondaria di primo grado, emersi durante le verifiche per il progetto di ristrutturazione in programma per i prossimi mesi. Approviamo quindi la scelta della chiusura precauzionale della scuola e delle soluzioni che sono state adottate per permettere a studentesse, studenti e docenti di terminare l’anno scolastico nelle adeguate condizioni di sicurezza.

Riteniamo tuttavia che la situazione resti preoccupante, a causa dell’incertezza sui tempi e le modalità degli interventi che saranno necessari per riportare l’edificio scolastico alla totale agibilità. Ci auguriamo pertanto che all’assemblea pubblica di martedì 6 maggio partecipino anche i tecnici incaricati dal Comune, per fornire alla cittadinanza tutte le informazioni sulla durata dei lavori, e che l’assemblea stessa sia l’occasione per ascoltare le esigenze delle famiglie interessate, in modo da trovare le soluzioni più adeguate in tempo utile per l’avvio del prossimo anno scolastico.

Dobbiamo infine rilevare che, a fronte di una situazione critica con un forte impatto sulla comunità nervianese, la sindaca Daniela Colombo non ha ritenuto di informare preventivamente i gruppi consiliari di minoranza, che hanno appreso la notizia e le conseguenti decisioni della sindaca dal sito del Comune di Nerviano e da un post Facebook della stessa sindaca. «Come già in altre occasioni   ̶   sottolinea Antonella Forloni, capogruppo consiliare del PD   ̶   la sindaca ha ignorato le forze politiche di minoranza, che avrebbe potuto e dovuto informare tramite la conferenza dei capigruppo. Questo comportamento, oltre a sminuire ancora una volta il ruolo del Consiglio Comunale, sminuisce anche il suo stesso ruolo di sindaca: invece di rappresentare tutti i cittadini nervianesi, Daniela Colombo si limita a essere il capo della maggioranza, peraltro sempre più risicata».

19 marzo 2025

Manutenzione edifici scolastici

 

Nerviano, 19 marzo 2025 – «L’amministrazione a guida Colombo, giunta all’ultimo biennio – le prossime elezioni sono previste nella primavera del 2027   ̶   sta cercando di portare a conclusione interventi già previsti e in parte finanziati dal lavoro delle precedenti amministrazioni, aggiungendo, finalmente, l’accensione di mutui per interventi non rinviabili di manutenzione delle scuole». Antonella Forloni, capogruppo consiliare del Partito Democratico di Nerviano, commenta così l’intenzione della giunta Colombo di avviare nel 2025 un progetto di riqualificazione della scuola secondaria di via Diaz, che sarà seguito nel 2026 da un analogo intervento per la scuola primaria di via Roma.

 

Questi interventi, di cui si è discusso nel Consiglio Comunale del 17 marzo scorso in occasione della variazione al piano triennale dei lavori pubblici, arrivano a distanza di quasi 3 anni dall’annunciato, e poi naufragato, progetto per un nuovo Campus scolastico che avrebbe dovuto sostituire gli stessi due edifici che ora verranno invece riqualificati.  «Tutti ricordiamo   ̶   prosegue Forloni   ̶   l’enfatizzazione dell’allora candidata sindaca sulla capacità di realizzare un programma che prevedeva l’abbattimento delle scuole di via Roma e Diaz in favore di un nuovo Campus e la realizzazione di un centro polifunzionale al posto della vecchia centrale dell’ex Catisa. Il progetto del Campus è stato affossato dai mancati finanziamenti, confermati dai due inutili ricorsi che sono solo costati decine di migliaia di euro alle casse comunali; quanto al progetto di auditorium, il silenzio è calato con l’uscita di scena dell’assessore Parini».

 

Gli interventi sulle scuole del capoluogo, che prevedono una spesa complessiva di 2 milioni 400 mila euro, sono indispensabili per adeguare gli edifici alle esigenze di studenti e insegnanti, ma non sono sufficienti, da soli, per risolvere i problemi di fondo delle scuole di Nerviano, come sottolinea Antonella Forloni:  «Proprio discutendo dei lavori che interesseranno le scuole, a precise domande dei consiglieri PD la sindaca ha confermato la ricerca di un partner privato per intervenire sui due edifici, ben sapendo che l’edificio di via Roma, la storica scuola Rosa e Cesare Belloni, è vincolata, avendo più di 70 anni, e non potrà né essere abbattuta, né subire interventi che incidano sull’esterno. Resta, insomma, la scelta di una concentrazione delle scuole che rischia di penalizzare le frazioni a fronte della persistente denatalità e, situazione che si protrae ormai da anni, della scelta di tanti genitori nervianesi di iscrivere i figli alle scuole dei comuni vicini. La consapevolezza di questa situazione non ha però portato l’amministrazione, che pur dichiara di avere la scuola al centro dei suoi pensieri, ad affrontare il problema con la scuola e le famiglie, pensando che rifare i bagni e cambiare gli infissi sia una risposta sufficiente. Enfatizzare quello che si è fatto, e in più casi semplicemente concluso per essere al governo nel momento giusto, è del resto una prerogativa della sindaca Colombo: l’abbiamo visto di recente per il “Fungo” di Garbatola, quando la sindaca ha attribuito alla sua amministrazione un risultato derivato in realtà dal fortunato sblocco di una lunga vicenda giudiziaria e dalla convenzione che era stata conclusa nel 2009 dall’amministrazione a guida Enrico Cozzi». 

14 gennaio 2025

Dimissioni in Consiglio Comunale e presa di posizione della lista "Scossa Civica"

 

Nerviano, 14 gennaio 2025 - Il Partito Democratico di Nerviano esprime tutta la sua perplessità e preoccupazione di fronte alle ultime vicende che coinvolgono la Giunta Colombo, ovvero le recenti dimissioni di altri due consiglieri comunali di maggioranza e la decisione della lista Scossa Civica di uscire definitivamente dal Consiglio Comunale e dalla coalizione alla guida di Nerviano.

Siamo perplessi da queste ennesime dimissioni, che sarebbero solo un ulteriore problema interno alla maggioranza, se non avessero un’evidente ricaduta sulla tenuta della maggioranza stessa e sul governo della nostra comunità. Siamo quindi preoccupati perché vediamo la disgregazione della struttura amministrativa, segnata anch’essa da dimissioni e sostituzioni, unita alla dissoluzione di un progetto politico che avrebbe dovuto amministrare Nerviano per cinque anni e che, a due anni dalla scadenza del mandato elettorale, autocertifica definitivamente la propria conclusione anticipata.

Le dichiarazioni di Scossa Civica, che contesta duramente la gestione politica e amministrativa della sindaca Colombo   ̶   nonostante l’abbia di fatto sostenuta fino all’ultimo Consiglio Comunale, approvando provvedimenti importanti come il bilancio comunale   ̶   attestano con parole chiare e incontrovertibili la fine di questa esperienza di governo e della stessa coalizione di maggioranza. Si conferma così ciò che era chiaro da tempo: la Giunta Colombo rappresenta sempre più solo la sindaca, che non solo non ha saputo, né voluto, mantenere la coesione all’interno della sua maggioranza, ma ha progressivamente nominato assessori di sua scelta, venendo meno al progetto delle liste civiche che l’avevano sostenuta e al patto con gli elettori che l’hanno votata.

«Possiamo credere davvero, come scrive la sindaca nei suoi comunicati alla cittadinanza, che si tratti solo di difficoltà di relazione e di scelte individuali?   ̶   commenta Antonella Forloni, capogruppo consiliare PD.  ̶   Certo che no: si tratta della fine di un progetto politico che ha mostrato tutta la sua debolezza, al di là di parole d'ordine sul bene comune e sull'interesse della comunità. È dall'ottobre 2021 che vediamo come lavora questa Amministrazione Comunale a direzione unica, quella della sindaca Colombo. Gli scarsi risultati e le molte promesse non realizzate   ̶   prosegue Forloni   ̶   fanno il paio con l'accentuata personalizzazione delle scelte, che si è riflessa anche sulle numerose dimissioni di personale altamente qualificato e con grande conoscenza della macchina comunale e del territorio».

Il programma della sindaca Colombo ci sembra ormai ridotto a un solo punto: restare in carica fino alla fine del mandato, a qualunque costo e con numeri che, se già nel settembre scorso erano risicati, ora sono ridotti al minimo per poter sopravvivere.