21 dicembre 2025

Guerre e pace /2

La via del ritorno è un libro di Erich Maria Remarque: che potenza di scrittura e quanta amarezza nel ricordare. Il ritorno a casa dopo la guerra, gli occhi pieni di morte e il cuore gonfio di delusione, la tristezza per l’inganno del patriottismo. E poi, la realtà della trincea, il fango, i gas velenosi, i lanciafiamme. 

L’assurdità della guerra, le pance aperte, le viscere sul terreno, giovani contro giovani; uccidere il nemico che non conosci e che in altre occasioni sarebbe stato un compagno di bevute. 

Mamma mia quanto si beve in questo romanzo, c’è da ubriacarsi solo a sfogliarne le pagine.

“… il vento forte strappava i rami dagli alberi, i rami più deboli, che cadevano lasciando il posto ai rami più forti, regalando nuovo vigore alla pianta ... non così la guerra, che uccide senza scegliere … soltanto la natura incolpevole può permettersi quelle guerre di pulizia”. 

Ci sentiamo molto vicini a Remarque, così come a Lussu, a Malaparte, a Fenoglio, a Primo Levi e a tutti quelli che hanno attraversato una guerra e l’hanno raccontata. Pare di sentirli mentre raccontano, di sentire l’odore stantio delle divise, il puzzo di sudore della paura trasformata in coraggio, il fetore della morte.

Sembra di vederli quei soldati, la luce viva dei loro occhi. Sparare e uccidere, lasciando sul terreno ragazzi di vent’anni dall’una e dall’altra parte. 

È questa la guerra e lo ricordiamo a chi sembra averlo dimenticato. 

“Chi si ricorderà di noi ? Ma non ce ne importa niente di essere ricordati, ci basta aver fatto qualcosa per questo paese di ladri, che era finito nelle mani di figli di puttana assassini e sanguinari … Ci basta la certezza di essere stati dalla parte giusta della Storia”. 

Parole che ricordiamo di aver sentito da un vecchio Partigiano in occasione di una manifestazione del 25 aprile di qualche anno fa. 

Ma scrolliamoci di dosso la tristezza che ci ha accompagnato fin qui e chiudiamo questa nota con un tono un po’ più leggero. Ricordate la “Guerra lampo dei Fratelli Marx”? Un vecchio film dove si raccontano le funamboliche, surreali fumisterie verbali e sceniche di Rufus T. Firefly, i cui metodi hanno l’arroganza del dittatore e la follia dell’anarchico. Salito al potere Firefly mette scompiglio nel governo, promuove leggi bizzarre e arriva a far scoppiare una guerra col vicino stato di Sylvania. 

Firefly è interpretato dallo strabiliante Groucho Marx che oggi ha trovato un emulo in un tale che cerca di superarlo in quanto a interpretazione. 

Solo che stavolta non siamo in un film.


gaf