09 novembre 2025

Una riflessione sul cosiddetto Quartiere GESCAL




Questo “quartiere popolare” bene rappresenta le forme di rifiuto con cui la politica ha da sempre organizzato i processi di urbanizzazione. Sono forme di rifiuto che hanno contribuito in maniera determinante a sistemare una gerarchia sociale nell’uso dei suoli urbani. E sono forme di rifiuto attraverso le quali si organizza e si distribuisce la popolazione spazialmente in funzione dei redditi, delle somiglianze e delle affinità sociali. La città si struttura spontaneamente in aree ognuna coi propri modi di vita, i propri modelli culturali e le proprie abitudini, producendo anche luoghi dove è facile trovare situazioni di disgregazione sociale in cui disoccupazione, sottoccupazione, occupazione precaria e disadattamento costringono le persone a puntare sull’espediente come mezzo di sussistenza. Il risultato è l’isolamento etnico e sociale, unito a solitudine, incomprensione e paura. La città come unità sociale e culturale, come reale “bene comune” scompare, realizzando il distacco dalle iniziative di cooperazione e di interesse collettivo e l’aumento incontrollato della asocialità, del vandalismo oltre che dell’aggressività verso l’ambiente e le persone. 

C’è un habitat collettivo. 

Manca una vita collettiva. 

Queste forme di rifiuto producono aree di emarginazione involontaria, zone periferiche dove il centro appare lontano e negato, caratterizzate dalla carenza dei servizi elementari per qualsiasi comunità civile. Infine, cosa ancor più grave, sono forme di rifiuto che non daranno luogo all’integrazione del tessuto sociale ma, al contrario, a fenomeni di discriminazione e di esclusione. 

La periferia vive così di una sua vita clandestina, dove non arriva nulla in termini di servizi essenziali e di svago – realizzando uno spazio impermeabile. 

Il ghetto.


gaf


Questa, in una sintesi certamente non esaustiva, l’analisi. 

Rimandiamo al prossimo appuntamento il tentativo di individuare delle variabili con cui ridisegnare il quartiere GESCAL.

05 novembre 2025

Scuola media di Nerviano: si rischia di sprecare un'occasione


Nerviano, 5 novembre 2025 - 𝗦𝘂𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗡𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 per ripensare il futuro scolastico della comunità.


Ne è convinto il 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼, che, in attesa che l’Amministrazione Comunale informi i cittadini sul progetto selezionato tra le ipotesi presentate nell’ultima riunione, il 30 ottobre scorso, del tavolo tecnico sulla scuola, vuole porre l’attenzione sui 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 che dovrebbero ispirare questa scelta.

Avere una scuola secondaria sicura e rinnovata nella struttura è un criterio imprescindibile, ma riteniamo che non debba essere l’unico. L’emergenza che ha portato alla chiusura della scuola e all’urgenza di questo intervento strutturale dovrebbe anche farci riflettere su questa imprevista opportunità: poter 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶.

Le ipotesi di ristrutturazione e/o di rifacimento dei diversi corpi dell’edificio, infatti, restituiranno una scuola certo più sicura e adeguata dal punto di vista strutturale, ma sostanzialmente identica a quella concepita negli anni ’50 del secolo scorso, e ampliata poi nei due decenni successivi, che rispondeva a esigenze didattiche e formative del tutto diverse da quelle attuali. 𝗟𝗮 “𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮” 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲, 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗶à “𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮”, se il progetto non terrà conto di 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗿𝘂𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶: 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼, che, come sappiamo, incide in modo significativo da diversi anni anche sulla popolazione scolastica nervianese.

La sindaca Colombo ha scritto, nell’editoriale dell’ultimo numero del periodico comunale NervianoInforma, che «questa è l’occasione per costruire, insieme, una scuola che guardi avanti, che cresca con i nostri bambini (…). Una scuola che non nasce solo da un’urgenza ma da una scelta di cura e da una visione per il futuro di tutta la comunità». 𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗲𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 “𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶” 𝘂𝗻 𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗼 𝗿𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗹𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟳𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗳𝗮 e quale sia la “visione per il futuro” di un progetto che non tiene conto di come potrà trasformarsi il mondo scolastico nervianese nei prossimi anni, ovvero per quando la scuola di via Diaz sarà di nuovo agibile.

«𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗶𝗼𝗽𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 - 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝗻𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗔𝗹𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶, consiglieri comunali PD. - Costi e tempi di realizzazione sono tali da rendere preferibile la completa ricostruzione e il bilancio comunale è in grado di affrontare la maggior spesa. Questa sì sarebbe un'occasione per Nerviano, che anziché la risistemazione di una scuola superata nella sua concezione didattica vedrebbe una scuola nuova, con la possibilità di adeguare gli spazi alle esigenze didattiche e di prevedere una flessibilità in relazione ai livelli demografici, alla cui decrescita non vogliamo arrenderci».

Ricordiamo tutti l’enfasi che l’Amministrazione Comunale ha messo, all’inizio del suo mandato, sul progetto Campus, che intendeva realizzare un unico nuovo edificio scolastico al posto delle due strutture attuali di via Roma e via Diaz. Abbiamo ora la necessità di ricostruire una di queste due scuole, con l’opportunità di farlo pensando veramente al futuro. 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶, perché questo progetto non diventi un’altra occasione sprecata per la Nerviano dei prossimi anni. 

11 ottobre 2025

Fiaccolata per Gaza, grazie Nerviano!

Ieri sera è stato qualcosa di speciale!  

Grazie alle associazioni organizzatrici della fiaccolata, a tutti i 300 e oltre partecipanti, a chi è intervenuto alla fine del corteo.

Un grazie speciale al nostro Paolo Romano, Consigliere regionale PD, era sull'imbarcazione Karma della Global Sumud Flotilla e con il suo racconto e le sue riflessioni ha sicuramente emozionato e commosso ognuno di noi. 

Oggi, di fronte al GENOCIDIO della popolazione Palestinese di Gaza perpetrato dall’esercito Israeliano, proviamo tutti un senso di sgomento e di orrore. Ma come si è giunti a questa drammatica situazione? Il feroce pogrom del 7 ottobre 2023, attuato da Hamas, gruppo terroristico Palestinese egemone nella Striscia di Gaza finanziato dal Qatar con l’assenso dello stesso Netanyahu per diversi anni, aveva come scopo sia quello di colpire al cuore Israele sia quello di porsi come gruppo leader all’interno del popolo Palestinese in contrapposizione alla ANP anche a rischio di mettere in pericolo l’esistenza di questo stesso popolo. La risposta di Israele è stata quella di COLPIRE UN INTERO POPOLO compresi donne, bambini ed anziani, utilizzando anche la fame come arma di guerra. Questa scelta criminale del governo Netanyahu egemonizzato dall’estrema destra messianica che vuole costruire LA GRANDE ISRAELE va collegata all’azione dei COLONI ISRAELIANI, sostenuti dal governo, contro la popolazione Palestinese della Cisgiordania attraverso l’insediamento di nuove colonie e la costruzione di una società basata sull’apartheid, ovvero la costruzione di un regime di SEGREGAZIONE basato sulla supremazia degli Israeliani sui Palestinesi. Al genocidio ed all’apartheid si deve poi aggiungere la PULIZIA ETNICA attuata dal governo Netanyahu nella Striscia di Gaza finalizzata ALL’ESODO FORZATO dei Palestinesi dalla loro terra. Di fronte a tutto questo la comunità internazionale, gli stati democratici e tutte le persone che mantengono un senso di umanità devono FERMARE TUTTO QUESTO ORRORE: costringendo Hamas al rilascio degli ostaggi, imponendo una tregua per avviare un percorso che porti ad una PACE DURATURA basata sulla formula DUE POPOLI DUE STATI.






04 ottobre 2025

Sabato 4 ottobre in piazza della Vittoria a Nerviano per il presidio a sostegno della Palestina




                                                       

                                                  



  
     Prossimo appuntamento10 ottobre

                                                                                                            


                                                                                                                                                

27 agosto 2025

Tavolo permanente sulla scuola

 

Nerviano, 27 agosto 2025   ̶   È necessario e urgente riunire il Tavolo permanente sulla scuola, per affrontare le questioni relative al nuovo anno scolastico. È quanto sostiene la capogruppo consiliare del Partito Democratico di Nerviano, Antonella Forloni, nella richiesta inviata alla sindaca Daniela Colombo il 27 agosto. Il Tavolo permanente era stato costituito a seguito della chiusura precauzionale della scuola secondaria di via Diaz, decisa lo scorso 30 aprile, e finora si è riunito una sola volta, il 5 giugno scorso.

 

«A distanza ormai di mesi dalla prima convocazione   ̶    scrive Forloni   ̶   ritengo necessario che il Tavolo permanente si riunisca. Oltre a fare il punto sulla organizzazione del trasporto ai diversi plessi - in vista dell'ormai imminente inizio dell'anno scolastico - è urgente affrontare insieme ai tecnici incaricati il tema della ristrutturazione della scuola di via Diaz.

Un ulteriore punto che deve essere affrontato è quello dell'utilizzo dell’ex scuola di via dei Boschi, possibilità che ci viene chiesto di rivalutare anche da parte dei genitori».

 

La riattivazione temporanea del plesso di via dei Boschi è infatti la principale richiesta che il Comitato Genitori di Sant’Ilario ha formulato in una lettera inviata il 20 agosto scorso all’Amministrazione Comunale, ai consiglieri comunali e alla dirigente scolastica.

Queste proposte, sottolinea Antonella Forloni nella sua risposta alla lettera del Comitato Genitori di Sant’Ilario, coincidono con quanto la stessa capogruppo PD ha espresso nell’ultimo consiglio comunale.

 

«L’utilizzo di via dei Boschi   ̶   scrive Forloni ai genitori   ̶   consentirebbe di superare il problema degli spostamenti e dei relativi costi e di aspettare con maggior serenità la riapertura della scuola di via Diaz.

Siamo convinti che da parte di Sindaca e Giunta sia stata troppo affrettato l'abbandono dell'idea di riqualificare via dei Boschi a fronte della valutazione negativa espressa dal dirigente scolastico pro tempore, peraltro - come abbiamo appreso solo in seguito - senza il coinvolgimento del Consiglio d'Istituto.

È una soluzione che va ripresa: sia perché garantirebbe maggiormente il percorso didattico educativo, sia perché consentirebbe il risparmio di oltre 150.000 euro di spesa corrente. La riqualificazione, un investimento quindi, consegnerebbe alla collettività un edificio da destinare, dopo il temporaneo utilizzo per l'accoglimento di 10 classi, a spazio per le associazioni, per laboratori... e di spazi pubblici ne abbiamo un gran bisogno.

Va sottolineato   ̶   aggiunge Antonella Forloni   ̶   che riqualificare il plesso di via dei Boschi significherebbe, come da voi osservato, che la difficoltosa e onerosa dislocazione delle bambine e dei bambini della primaria possa essere limitata all’anno scolastico 2025/26».