20 settembre 2021
16 settembre 2021
09 settembre 2021
Elezioni Comunali Nerviano 3-4 Ottobre 2021
GIROLAMO ALFREDO FRANCESCHINI SINDACO
IL NOSTRO PROGRAMMA PER NERVIANO
Una politica giusta ricostruisce vite.
Se la città è bene organizzata anch’io posso vivere meglio.
COMUNITÀ
Puntiamo a fare di Nerviano una comunità coesa e solidale, capace di costruire un sistema condiviso di valori civici di riferimento, nel rispetto delle differenze e delle specificità. Un luogo dove il rapporto tra le persone sia sereno e rispettoso, e più semplice il dialogo con l’Amministrazione. Dai cittadini alle associazioni, dalle professioni all’imprenditoria, ci aspettiamo risposte che sviluppino nuovi modelli di cittadinanza.
Vogliamo parlare a tutti, convinti che si possa cambiare in meglio. Consideriamo formidabile l’occasione rappresentata dai cittadini provenienti da altri paesi: la diversità è una risorsa e non una minaccia. Nel rispetto della legge e delle differenze riteniamo necessario l’incontro e lo scambio di esperienze.
L’identità è il prodotto di una costruzione sociale, non affidiamola alla genetica. Per farlo dobbiamo partire da quei luoghi che rappresentano le tracce storiche dell’integrazione tra uomo e ambiente: il territorio, i quartieri e le frazioni.
Le strade e le piazze di Nerviano tornino ad offrire le occasioni e gli spazi di incontro tra i cittadini. Si deve poter camminare in piena tranquillità e sicurezza, fermarsi e chiacchierare protetti dagli attacchi minacciosi e nocivi delle auto. La soluzione richiede la riorganizzazione delle parti costitutive del paese: capoluogo e frazioni. Non c’è dubbio, lo strapotere dell’automobile va ridimensionatoe i danni che essa arreca combattuti. Le auto troveranno condizioni di circolazione vincolanti la velocità e la sosta. Più semplicemente per noi viene prima il pedone, poi il ciclista e infine l’automobilista. Sarà questa la nostra rivoluzione culturale. Da qui partiremo per riconquistare spazi e pezzi di paese abbandonati che, una volta rivitalizzati, rappresenteranno le occasioni di incontro per tutti i nervianesi. Proprio tutti. Gli anziani, coloro che si muovono con fatica o con l’ausilio delle carrozzine, devono girare il paese senza condizionamenti; tutte le barriere architettoniche saranno abbattute. Tutte!
Nessuno ha mai deciso che le strade dovessero appartenere alle auto. La rinascita delle città, e anche di Nerviano, passa per lo sgombero delle strade dalle auto che se le sono prese in malo modo, cacciando via (leggi buttando fuori strada) pedoni e ciclisti. E nessuno chiami questo nostalgia di quello che abbiamo avuto e non abbiamo più. È invece la nostalgia di quello che avremmo potuto avere e ancora siamo in tempo ad avere. La nostalgia del possibile che spinge a cercare un nuovo equilibrio riparativo partendo dalla necessità di ricostruire il nostro sistema viario, che non fu progettato per un traffico così intenso come quello attuale.
CENTRO E PERIFERIA
Non è città lo stare insieme senza un centro, dice Stefano Boeri in un suo libro recente, dal titolo eloquente di Urbania, quasi a volerci ricordare che Nerviano un vero centro non ce l’ha, non avendo una piazza, una vera piazza che ne identifichi il centro in maniera chiara. Toccherà a noi ripensare una conformazione urbana che definisca una gerarchia tra centro e periferia, disegnando un perimetro chiaro dal quale partire, la piazza appunto; uno spazio pubblico pulsante di vita comunitaria, il luogo “teatrale” della vita cittadina. Creare insomma una condizione di benessere in una zona liberata dal traffico, attribuendo a questa scelta un valore urbanistico e non soltanto di pura e semplice tecnica viabilistica. Una scelta di valore dunque, una misura indispensabile dettata dalla massima considerazione per la mobilità dei cittadini accompagnata dall’esatta individuazione delle aree pedonali centrali e periferiche, fino ad arrivare alle frazioni. In questo tessuto urbano pedonale e ciclabile si devono inserire i percorsi del traffico e i parcheggi, in misura proporzionata alle auto che si possono ammettere, secondo certi standard. In altre parole si deve creare “una città per i pedoni” che sia alimentata “anche” dal servizio-traffico, rovesciando le tendenze che hanno invece creato una città al servizio dell’automobile e ignorato il pedone e il ciclista. Queste strade devono certo comprendere elementi vitalizzanti come negozi, ristoranti, caffè eccetera e devono soprattutto garantire la possibilità di passeggio tranquillo, di incontro e scambio sociale che una città deve offrire. Avremo cura di individuare quelle zone che, per loro struttura, non possono accettare il traffico di oggi e mai avrebbero dovuto subirlo, come invece è successo; le più adatte ad essere trasformate in aree pedonali, in quanto già predisposte per il ritorno all’antica e naturale fruizione.
TUTELA DEL TERRITORIO
La tutela del territorio è una condizione indispensabile perché questo possa accadere. O capiamo la profondità della transizione ecologica, o saremo tagliati fuori. È il momento storico per un’alleanza tra generazioni, realizzando la transizione da un modello di sviluppo all’altro e assumendo decisioni che daranno vantaggi già in una prospettiva di breve e medio termine. La strada è obbligata e non basta darsi una infarinatura ambientalista e una verniciatura di verde alle vecchie politiche. Non basta razionalizzare l’esistente, senza provare riprogettazioni complessive che dovrebbero mirare a realizzare una vita sociale armoniosa attraverso una utilizzazione dello spazio conforme ai bisogni sociali. È giunto il momento di frenare la crescita urbana, passando ad azioni di riqualificazione del patrimonio esistente e cercando di coniugare il tema della valorizzazione dell’ambiente con le nuove esigenze di organizzazione urbana.
ANZIANI E FRAGILITÀ
Una città più umana è oggi una città in cui i quartieri non sono più dormitori anonimi ma centri di vita sociale, culturale, sportiva, educativa. Una città dove l’indifferenza non imperi e dove “la gente non passi la vita con la testa girata dall’altra parte” come ama dire don Gino Rigoldi, grande procacciatore dei diritti fondamentali della convivenza civile. Nerviano è a buon punto su questa strada. Sono molte le associazioni che con la loro attività testimoniano l’impegno nell’assistenza e nell’ascolto di quanti per le istituzioni sembrano non avere voce. Con tutte noi vogliamo lavorare insieme per affermare una volontà che ci vedrà sempre al fianco di coloro che riconoscono la comune fraternità umana e lo testimoniano con il loro impegno quotidiano. Senza rinunciare al dovere di indirizzo delle politiche sociali che devono rappresentare il momento massimo di elaborazione e di programmazione sociale di una Pubblica amministrazione. Affermiamo dunque la volontà di contribuire a promuovere l’esistenza e lo sviluppo dell’associazionismo locale, una realtà già ricca e variegata che, in piena autonomia, diventa strumento in mano ai cittadini per l’affermazione dei diritti fondamentali della convivenza civile. In questo ultimo anno e mezzo si è parlato molto di resilienza, la capacità di adattarsi efficacemente con proprie competenze e qualità, a un nuovo stato di fatto. È possibile applicare questa qualità anche alle Amministrazioni Pubbliche, che hanno mostrato la fragilità e l’inadeguatezza nell’affrontare le emergenze sanitarie e sociali sul territorio. Noi prospettiamo la possibilità di creare strutture che possano accogliere tali emergenze, attraverso azioni di coprogettazione di utenti e cittadini che realizzino un modello di innovazione e di inclusione nel campo dell’assistenza sociale e sanitaria. Una comunità diurna che disponga di personale dedicato e educativo oltre che di volontari, che guardi ai più deboli e si faccia carico dei loro problemi: dunque, assistenza agli anziani, supporto ai disabili e ai loro familiari, famiglie in difficoltà, disagio giovanile. Le esperienze in tal senso sono numerose e ben collaudate risalendo agli inizi degli anni novanta, non dovremo perciò inventarci niente di nuovo.
SPORT SOCIALITÀ E RELAZIONI
Lo sport non è un lusso, se praticato previene le principali patologie croniche, fisiche e sociali. Sport significa socialità, relazioni intense e serene tra sessi e generazioni diverse. È anche una chiave di trasformazione del territorio: è bello vedere le strade e i sentieri animarsi, la sera e al mattino del sabato e della domenica di atleti che corrono, a piedi o in bicicletta. Non sono campioni ma sono la maggioranza dei praticanti sportivi. Questo non vuole dire che non ci sia occhio per gli altri, la minoranza dei campioni, ai quali occorre dedicare la giusta attenzione e le necessarie risorse. A Nerviano le società sportive fanno un lavoro encomiabile: il calcio ha folle di praticanti, così il basket e la pallavolo e il tennis. E l’atletica, che è il luogo che contiene ogni altra disciplina. E tutti gli altri sport cosiddetti minori. Si lamenta la mancanza di strutture. L’esistente ha permesso fin qui di “arrangiare”. Le strutture sportive fanno il possibile per contenere la mole di lavoro a cui vengono sottoposte. Ce n’è abbastanza perché si pensi in un futuro prossimo ad un loro radicale ricondizionamento e alla creazione di un centro che possa accogliere tutte le attività sportive. Siamo convinti che lo sport sia il migliore dei presidi al diffondersi della devianza giovanile e alla prevenzione di patologie sociali.
I GIOVANI
La minaccia della frantumazione della memoria storica oggi ci impone il trasferimento alle nuove generazioni di valori e di norme di comportamento, di usi e costumi locali, di abilità, di buone pratiche e più in generale di modelli di vita comunitaria. Le nuove generazioni vedono trasformato il periodo giovanile da processo teso verso un fine prevedibile a una condizione di attesa di un esito imprevedibile. Il rapido mutamento e l’incertezza della situazione sociale, la messa in discussione dei modelli tradizionali hanno prodotto disorientamento nei giovani, spesso spingendoli a comportamenti devianti o anche solo trasgressivi.
CULTURA E SALVAGUARDIA DEI VALORI
Girolamo Alfredo Franceschini
LA PROPOSTA PER NERVIANO
Vogliamo disegnare una cornice universale di diritti a sostegno della dignità della persona, nelle diverse fasi della sua vita e nella varietà delle sue condizionisociali. Conoscere i bisogni della città e dei cittadini è la prima esigenza di unaAmministrazione comunale, per poter dare risposte a quei bisogni.
2.NERVIANO SOSTENIBILE
3. NERVIANO SOLIDALE
4. LA SCUOLA
I NOSTRI PROGETTI
5. UNA COMUNITA' INTERCONNESSA
6. MANUTENZIONE STRAORDINARIA DIFFUSA
06 settembre 2021
Il “Giorno della Memoria”
Il 27 gennaio
1945, quando i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz si aprirono alla
libertà, mancavano ancora un centinaio di giorni all’ingloriosa fine di Hitler
nel bunker di Berlino. Cento giorni in cui fu possibile al capo della banda
degli assassini nazisti ordinare altre atrocità.
Quante lacrime, quanto sangue, quante sofferenze, sei milioni di deportati
sterminati soltanto perché ebrei. Shoah è una parola ebraica, che significa
catastrofe, disastro, distruzione. Oggi viene usata per indicare lo sterminio
sistematico.
“La prima
pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio
1945. “Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa
comune il corpo di Somogyl (….)”. La liberazione di Auschwitz colse Primo Levi,
”marchiato” con il numero di matricola 174517, con la morte addosso e non in
senso metaforico, lo racconta lui stesso ne La Tregua. “Rovesciammo
la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra
sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i
morti (…..) Charles ed io sostammo presso la buca ricolma di membra livide,
mentre altri abbattevano il reticolato; poi rientrammo con la barella vuota, a
portare la notizia ai compagni”.
Per ricordare a chi vorrebbe riscriverla che
la storia è quella di Primo Levi, dell’Olocausto e dei tanti milioni di vittime
e dei tanti antifascisti che si opposero all’orrore per la loro e la nostra
libertà.
Dalla scuola ci si attende che le nuove generazioni siano preparate a
gestire al meglio i loro diritti e doveri come cittadini di questa Repubblica
nata dalla Resistenza. C’è la urgente necessità di dotare le nuove generazioni
degli strumenti che soli consentono di dare al proprio impegno civile un peso
adeguato.
L’eredità delle vittime ci obbliga a impegnarci per la pace, la tolleranza e
lo spirito dell’Europa comune. Pace e riconciliazione attraverso la democrazia
e la cooperazione, questa è la risposta dell’Europa alle catastrofi della prima
metà del XX secolo. I luoghi della
memoria come Auschwitz sono importanti per questo sviluppo, perché ci mostrano
che quello che oggi diamo per scontato ancora qualche decennio fa non lo era. Che
le conseguenze di un ideologia che disprezza l’uomo e della dittatura sono
tremende e disastrose.
La memoria
dunque come possente strumento per
capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente: una memoria viva.
Civiltà
significa procedere dalla legge del trionfo del più forte a quella del supporto
per i più deboli, dalla soppressione del rivale al principio della solidarietà.
Dunque valorizzare la varietà umana, la ricchezza delle “altre” culture, delle
altre lingue, delle altre Fedi. Significa la libera circolazione delle idee,
senza opporvi ostacoli, neppure economici.
29 dicembre 2020
Nevica!
Chissà cosa avrà pensato il Sindaco di Nerviano dinanzi alla bagarre che si è scatenata sui social dopo la nevicata. Commenti di lagnanza e di disappunto per come è stata gestita la pulizia delle strade dagli spazzaneve.
Qualcuno si è spinto oltre, qualche insulto, richieste di dimissioni; è bastata una nevicata leggermente abbondante (ampiamente prevista dal meteo) per creare una gazzarra di disapprovazione nella cittadina e nelle frazioni.
Otto Von Bismarck scrisse che la “politica è l’arte del possibile”; ne siamo consapevoli visto e considerato che non solleviamo mai polemiche strumentali e pretestuose come invece ha fatto negli anni passati proprio la lega rappresentata dal primo cittadino.
Alla frase di Bismark bisogna però aggiungere che la politica non è solo l’arte del possibile ma anche l’assunzione di responsabilità e di coerenza.
Dinanzi alle polemiche sollevate dai cittadini sulla gestione della nevicata non entriamo in polemiche propagandistiche come spesso invece faceva la Lega con la precedente amministrazione, ma consapevoli “dell’arte del possibile”, ci limitiamo a osservare che il disturbo della memoria è un disturbo presente nell'attuale amministrazione: possiamo dire che “chi di populismo propagandistico e genetico ferisce, di populismo propagandistico e genetico perisce”.


