Viene in mente la vecchia battuta del film Il terzo uomo :”In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto assassinii, guerre e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto per cinquecento anni amore fraterno, pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? L’orologio a cucù”.
Si fa fatica oggi a pensare alla Svizzera col dovuto rispetto. Con tutta la forza delle nostre convinzioni, con la consapevolezza che non sono la “verità”, ma semplicemente ciò in cui crediamo, ci appelliamo al senso di giustizia da cui spesso le leggi sembrano lontane.
“I popoli non amano essere conquistati e per questo non lo saranno. Gli uomini liberi non possono scatenare una guerra, ma una volta che questa sia cominciata possono continuare a combattere nella sconfitta. Gli uomini-gregge, seguaci di un capo, non possono farlo, ed ecco perché sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie e gli uomini liberi che vincono le guerre.” È un brano tratto da La luna è tramontata di John Steinbeck.
Il novecento: il secolo perduto, diceva quel tale. E il duemila? Non sembra aver avuto un buon inizio. Svizzera, Russia e Stati Uniti sono oggi chiamati a rispondere dell’abbandono di un sistema di garanzie e sicurezze che è stato uno dei passaggi di civiltà della nostra società e oggi sembra messo in difficoltà da interessi puramente economici e dall’arroganza del potere.
Il terzo uomo è un film del 1949 diretto da Carol Reed e interpretato da Holly Martins, Orson Welles e una splendida Alida Valli. Lo sceneggiatore fu lo scrittore britannico Graham Greene che ne fece anche un romanzo con lo stesso titolo.
La luna è tramontata è un romanzo del 1942 dello scrittore statunitense premio Nobel John Steinbeck. Ci racconta un episodio della Resistenza norvegese contro l’occupazione nazista e bene rappresenta la volontà di un popolo di non lasciarsi sopraffare.
Il secolo perduto è un concetto trattato da diversi autori riuniti in un testo curato da Filippo Pennacchi per le edizioni Unicopli.
Del perché del titolo Il formaggio e i vermi che è ispirato a un libro dello storico Carlo Ginzburg sulla storia delle classi subalterne, lo lasciamo all’immaginazione dei nostri sette lettori.
gaf