“Quando abbiamo dato vita al PD, nel 2007, l’intenzione era chiarissima: unire le grandi culture progressiste e democratiche, figlie dell’umanesimo e del solidarismo, in un unico strumento democratico per dare al paese una forza progressista capace di governarlo e rappresentarlo nel modo più giusto, equo e condiviso... quindi, non esserci per esserci, magari rinchiusi in un perimetro difensivo, comodo ma minoritario, ma esserci per fare, assumendosi rischi e responsabilità”.
Parole di Emanuele Fiano, che facciamo nostre per chiamare all’unità e all’impegno tutte le forze progressiste e democratiche presenti sul territorio di Nerviano.
L’opposizione è preziosa quando è scomoda oltre che veritiera e quando costringe a confrontarsi con la realtà e a non rifugiarsi nei racconti di comodo. Le passioni nascono a contatto con la prossimità dei problemi della vita, e dunque tutti fuori, all’aria aperta e per le strade. Incontriamoci e mettiamoci insieme.
Abbiamo imparato da bambini che la solidarietà è un bene, il prossimo si aiuta, un uomo in mare si salva, se fai un vaccino non ti ammali.
Avevamo maestri che avevano fatto la guerra o erano stati partigiani e non c’erano dubbi sul fatto che il fascismo e il nazismo fossero stati il male assoluto del 900.
Noi siamo democratici e moderati.
Prima democratici e poi moderati, ci viene da dire parafrasando Torelli Voiller che, nel primo numero del Corriere della Sera (da lui fondato) del 5-6 marzo 1876 scrive: “Noi siamo conservatori e moderati, prima conservatori e poi moderati”.
Siamo vicini a quell’uomo, col quale condividiamo con orgoglio la città natale e la passione per il giornale da lui fondato e da noi amato.
È urgente ritrovare l’idea del bene comune e dei legami sociali, che si traduce in responsabilità dell’uno verso l’altro.
È necessario avere una visione del “verso dove” si voglia andare, mossi da valori e principi chiari e declinati in criteri concreti e azioni conseguenti, attrezzati con una cultura politica viva e condivisa e uno “strumento” valido e efficiente, cioè un partito che noi mettiamo a disposizione, che ci permetta di individuare, determinare e sviluppare una rappresentanza democratica per le prossime elezioni.
È intorno a questo partito che vorremmo ritrovarci tutti insieme, non chiedendo alcuna affiliazione ma condividendo valori e principi e idee e battaglie.
Le parole di papa Leone XIV e del Presidente Mattarella a fine anno indicano una strada: la partecipazione. E noi ci uniamo a loro nel sollecitarla.
Il silenzio e gli equilibrismi (né di qua né di la, né con questi né con quelli) funzionano nei tempi ordinari: ma questi sono tempi straordinari e chi oggi si fa da parte ha la responsabilità di che cosa avalla.
È più tardi di quanto crediate.
gaf
